Davide Boriani – Biografia e opere

 

DB è nato a Milano nel 1936. Interrompe il liceo classico per lavorare come apprendista scenografo al Teatro alla Scala; frequenta il liceo artistico, il corso di Decorazione d’Achille Funi all’Accademia di Brera, nel 1960 si diploma con una tesi sul movimento Dada.

Con compagni del liceo e dell’Accademia (Devecchi, Varisco e Colombo, Berta, Anceschi) inizia una pratica di collaborazione che confluirà poi nel gruppo T.

Nel corso degli anni ’50 lavora con tecniche diverse, tradizionali e sperimentali: olio, tempera, acquerello, affresco, ceramica, scultura in ferro, opere polimateriche, film sperimentali, ecc. Una serie d’opere, improntate ad un linguaggio informale, materico e gestuale, sono esposte nella prima mostra del gruppo Berta Boriani Colombo Devecchi, a  Bellinzona e Lugano nel 1958.

 

1959

- Anceschi, Boriani, Colombo e Devecchi, partecipano con Manzoni e Castellani all’organizzazione e all’attività della galleria Azimut; qui incontrano, tra gli altri, Mack, Mari, Massironi, il gruppo Motus, con cui si ritroveranno nell’attività d’Arte programmata e delle Nuove Tendenze.

- Nel settembre 1959 si apre alla galleria Pater di Milano, la mostra del gruppo Anceschi Boriani Colombo Devecchi. (di Boriani quadri monocromi, realizzati con un impasto materico che asciugando si screpola e cambia)

- Per superare la tendenza all’azzeramento che caratterizza le arti visive di quegli anni, Boriani propone al gruppo la realizzazione d’opere a quattro dimensioni, in cui la componente temporale sia percepibile nella variazione, imprevedibile ed irreversibile, dell’immagine; variazione che potrà realizzarsi mediante il movimento, che modifichi nel tempo la struttura spaziale dell’opera.

- Questa proposta apre una fase di discussione e ricerca collettiva; con i diversi contributi è redatta la dichiarazione “Miriorama 1” e si costituisce il gruppo T (Anceschi, Boriani, Colombo, Devecchi, Ottobre 1959)

- Il gruppo inizia la realizzazione d’opere, collettive e individuali, accomunate dal tema della variazione, data dal movimento generato da meccanismi e/o dall’intervento casuale dello spettatore. Queste opere, che utilizzano metodi, tecniche e materiali nuovi, diversi da quelli usuali delle arti visive, si propongono come “campi d’accadimenti” prive d’ogni segno personale “d’artista” e aperte all’intervento del fruitore.

 

1960

- Miriorama 1, prima manifestazione del gruppo T, 15 gennaio 1960, galleria Pater di Milano.

E’ pubblicata la dichiarazione omonima, accompagnata da testi, riproduzioni ed opere d’artisti moderni e contemporanei, di cui si evidenzia la presenza, esplicita o implicita, di una problematica temporale.

Sono presentate quattro opere in variazione: “Pittura in fumo”, “ossidazioni decorative”, “Superficie in combustione” e il “Grande oggetto pneumatico” ambiente a volume variabile.

Le opere, firmate gruppo T, sono state progettate collettivamente e realizzate utilizzando metalli, materie plastiche, elettricità, vapori d’anidride carbonica, fonti di calore, aria compressa.

 

“Miriorama 2”,19 gennaio, personale di Davide Boriani, che presenta le prime “superfici magnetiche 59” e “tavole elettromagnetiche 59”; superfici orizzontali o verticali di cm. 90 x 90, dove l’immagine, formata da campi omogenei, superfici modulari o aggregazioni casuali di materiali ferrosi, è variata dall’azione di magneti ed elettromagneti mossi dal fruitore.

 

- Seguono le personali di Devecchi (Miriorama 3), Colombo (Miriorama 4), Anceschi (Miriorama 5) e la seconda collettiva del gruppo T (Miriorama 6) dove Grazia Varisco espone le sue prime opere cinetiche.

 

- Dal 1959 i membri del gruppo T collaborano con Lucio Fontana, per diversi progetti di scala ambientale, rimasti irrealizzati: tra questi tre progetti per la Torre del Parco di Milano, per un padiglione alla Fiera Campionaria, per l’ingresso alla Triennale dal parco, attraverso una serie di tunnel d’acqua, sostenuta da getti d’aria compressa.

 

Miriorama 7: opere del gruppo T, galleria S.Matteo, Genova, aprile 1960. Di Boriani “Tavola elettromagnetica n° 8“, cm. 90 x 90, con micromotore elettrico e pulsante azionato dal fruitore.

 

Miriorama 8: “Multipli del gruppo T” gall. Danese, Milano, dicembre 1960. Di Boriani “Giradischi ottico-magnetico” multiplo in 10 + 5 esemplari, Ǿ cm.30.

 

 Boriani inizia la realizzazione di “Superfici magnetiche” verticali, dove la disposizione della polvere di ferro, trattenuta a diversi livelli da separatori curvilinei, è variata da campi magnetici  mossi da un micromotore, con percorsi programmati ad andamento ipocicloide.

Questo ciclo d’opere, basate sulla variazione irreversibile in aggregati materici, è sviluppato, dal 1960 ad oggi, attraverso numerose varianti successive, di forma e dimensioni diverse.

 

1961

Gruppo T “Grafiche Programmate con criteri cibernetici” per l’Almanacco Letterario Bompiani 1962, dedicato alla civiltà dei calcolatori elettronici, a cura d’Umberto Eco e Bruno Munari

Di Boriani “Permutazioni d’immagine con criteri cibernetici 1961”cm. 30 x 320

 - Un ritratto del ‘500 è suddiviso in 400 moduli (pixel), i cui valori di luminosità e colore, tradotti in numeri, sono sottoposti a successive operazioni con componente casuale; le serie di numeri ottenute, riconvertite in valori di luminosità e colore, danno una serie di varianti dell’immagine iniziale.

 

Miriorama 9 – 15 opere del gruppo T,  formato cm.30 x 30, Minami Gallery, Tokio 1961.

Di Boriani, “Superficie magnetica n.9/1960”con micromotore elettrico, “Tavola magnetica con nove cerchi, 1960”, “Permutazioni d’immagine con criteri cibernetici 1960”.

 

“Miriorama 10”opere del gruppo T, galleria La Salita, Roma 1961, presentazione di L. Fontana. Di Boriani “Superficie magnetica n° 12” Ǿ cm.30, e “Grande superficie magnetica n.13” cm. 200 x 200, quattro motori.

 

Boriani - Prototipo di “Ipercubo” strutturazione dinamica formata da una serie di cubi concentrici, in rapporto 1/ radice di 3, in modo che ogni cubo possa ruotare, imperniandosi per due vertici opposti, all’interno del cubo successivo.

 - Questo ciclo d’opere, basato sulla molteplicità strutturale visualizzata da volumi in movimento e sul rapporto tra velocità infinita e spazio immobile, è sviluppato dal 1961 ad oggi, per successive varianti, realizzate in varie dimensioni e in materiali diversi, (in trafilato d’acciaio, in metallo speculare e cubo centrale luminoso, in lastra d’alluminio, in metacrilato trasparente, con reticolo serigrafato in nero, o a quattro colori).

 

1962

Prima mostra di “arte programmata”, promossa da Olivetti su iniziativa di Munari, testo di Eco; nel negozio Olivetti di Milano sono esposte opere di Mari, Munari, gruppo N, gruppo T (di Boriani “Superficie magnetica 1961” Ǿ cm.100)

 

 Gruppo T - “Fontana” per la Libreria del Cavallino, realizzata dal in occasione della 31.a Biennale di Venezia 1962: 10 semicerchi in lastra d’ottone, imperniati su due perni verticali, ruotano intersecandosi, mossi dall’acqua che cade da un doccione sovrastante.

 

“Verticale di Piazza Duomo” - Nell’ambito della Commissione artistica per la Parata Luci Milano, il gruppo T, in collaborazione con Vittoriano Viganò, Livio Castiglioni e Bruno Munari, progetta l’immagine (moduli cromatici mobili e illuminazione dinamica) della torre luminosa e sonora di m.10 x 10 x 100.

 

1963

“Nove Tendencije 2” Zagabria 1963; il gruppo T entra nell’organizzazione delle Nuove Tendenze, movimento che, all’insegna della ricerca continua, riunisce artisti e gruppi di vari Paesi europei ed extraeuropei. (Di Boriani “Superficie Magnetica 1962”Ǿ cm.60)

 

 “Arte e Libertà” – dichiarazione del gruppo T, sottoscritta anche dal gruppo N e da Mari, al XII Convegno critici e artisti, Verucchio, settembre 1963

 

Boriani - “PH.Scope 63”; prototipo di cm. 40 x 40 x 40, seconda edizione di Arte Programmata. Tracce luminose persistenti, generate dalla proiezione di punti mobili di luce UV su schermo fosforescente;

Il ciclo dei PH scope, basato sulla programmazione di sequenze di segni luminosi in movimento, è sviluppato dal 1963 al 1968 attraverso successive varianti.

 

“ Miriorama 13” oggetti e multipli del gruppo T, galleria del Naviglio, Milano dicembre 1963

(Di Boriani “Ipercubo” in metallo speculare e cubo centrale luminoso, e una serie di “Minidisco ottico-magnetico” Ǿ cm.20).

 

1964

Boriani - “Spazio + linee-luce + spettatore” primo ambiente interattivo, strutturato dinamicamente da raggi di luce ortogonali, che segnano la posizione dello spettatore, individuata da un reticolo di sensori a fotocellula (“Nouvelle tendance 4”- Parigi, Louvre 1964, “L’Ultima Avanguardia” Milano, Palazzo Reale 1983)

 

Boriani, Colombo, Devecchi, Mari - “Sala degli spettacoli”- 13.a Triennale di Milano.

Struttura cinetica di m. 2 x 9, formata da otto moduli su cui, a velocità diversa, scorrono bande di tela emulsionata con grandi immagini fotografiche.

 

Boriani e Colombo - allestimento della mostra “Art in motion, arte programmata”, Royal College of Art di Londra.

 

Sala del gruppo T alla 32.a Biennale di Venezia (di Boriani, “Superficie Magnetica 1963” Ǿ cm.100 e “Ipercubo 64”, cm.87 in lastra d’alluminio)

 

Boriani - “PH scope 64” Ǿ cm 60, tre motori; opera interattiva, con sette diverse sequenze d’immagini programmate, modificabili dallo spettatore. “Strutture di Visione” Avezzano 1964.

 

Anceschi e Boriani “Tentativo di definizione” intervento di G.Anceschi al XIII Convegno artisti e critici di Verucchio, sul tema “Tecnica e ideologia”, settembre 1964

 

“Miriorama 14” opere del gruppo T, Studio F, Ulm 1964.

( di Boriani “Superficie magnetica 62”, “Ipercubo 63”, “PH.scope 64”)

 

1965.

Anceschi e Boriani – “Ambiente per un test d’estetica sperimentale”

Realizzato per “Nove tendencije 3” Muzei Umjetnost i obrt, Zagabria 1965

Ambiente strutturato da bande di luce pulsante e/o di colore variabile, programmate in 12 sequenze, di diversa complessità e durata illimitata.

Misurando il gradimento (tempo di permanenza nell’ambiente) dello spettatore rispetto al programma che gli è mostrato, si vuole indagare il rapporto tra informazione estetica e complessità del messaggio visivo.

 

Boriani -“Cromosfera 1965” Ǿ cm.16 - prototipo di multiplo luminoso, a pila , basato sulla generazione, per sintesi sottrattiva, di 144 colori diversi; per il concorso bandito nell’ambito di “Nove Tendencije 3”

 

Boriani - “Superficie Magnetica” Ǿ cm.30, multiplo in 50 esemplari per Olivetti

 

Boriani “Surface magnétique” Ǿ cm.30, multiplo in 50 + 25 esemplari, per Edition Mat, Colonia

 

Boriani - “Ipercubo n.9” in metacrilato trasparente serigrafato, quattro micromotori con velocità inversamente proporzionali alle dimensioni dei cubi (inviato a “The responsive eye” MOMA, N.York 1965)

 

Boriani e Colombo – Progetto di pannello modulare, a superficie variabile, per rivestimento edilizio, in collaborazione con lo Studio Nizzoli Ass. per un concorso CECA.

 

Il MOMA di New York acquisisce la “Superficie Magnetica 64” Ǿ cm 60, della seconda edizione di “Arte programmata” promossa da Olivetti & Smithsonian Institution.

 

1966

Personale di Davide Boriani alla Galleria Vismara, Milano marzo 1966.

Sono esposti nove “PH scope 1964/66”Ǿ cm.60, di cui Gillo Dorfles nella presentazione, evidenzia il rapporto tra programmazione e aleatorietà.

 

 Boriani “Arte cinetica programmata”, testo redatto per la mostra “Directions in Kinetics Sculpture” University Art Gallery, Berkeley, California. Esposta la “Superficie Magnetica 1965”, Ǿ cm.100.

 

Boriani – Allestimento dello Showroom “Shop 64”, via Carducci, Milano

 

Anceschi e Boriani - “Ambiente multidimensionale a programmazione aperta 1966”

“Kunst-Licht-Kunst” VanAbbemuseum Eindhoven 1966

Ambiente interattivo di m. 4 x 4 x 3, con le pareti rivestite di specchi; il pavimento è formato da pedane con sensori che attivano 9 proiettori stroboscopici, di frequenza variabile, a 12 colori.

 - Effetto di “spaesamento percettivo” dato dalla difficoltà di definire percettivamente le dimensioni reali dell’ambiente, dove l’unico segno denotante è l’immagine, moltiplicata all’infinito, del fruitore stesso, i cui movimenti risultano scomposti in una serie d’immagini fisse, di colore diverso.

 

Gruppo T “Ambiente periscopico 1966” realizzato da Boriani e Colombo a “Kunst-Licht-Kunst”

Dalla sala buia in cui sono esposte le opere luminose del gruppo T, mediante tre serie di specchi inserite nelle pareti divisorie, si possono vedere, come fossero altre opere, porzioni degli ambienti di Anceschi/Boriani, Colombo, Devecchi ribaltate secondo punti di vista diversi.

 

1967

Boriani - “Ambiente stroboscopico 2” realizzato per la mostra “La luce” gall. Dell’Obelisco, Roma 1967, poi esposto alla mostra “Lo spazio dell’immagine” Palazzo Trinci Foligno ’67.

Ambiente di m.3 x 3 x 3, con pareti rivestite di specchi; al centro è posto in diagonale un pannello di m. 2 x 3, con ambedue le facce rivestite di specchi.

Il pavimento è formato da pedane mobili a zone di colore rosso e verde, con sensori che attivano quattro proiettori stroboscopici, a lampi alternati di colore verde e rosso

Rispetto all’ambiente d’Eindhoven, l’effetto di spaesamento percettivo è accentuato dai piani di riflessione più complessi e dall’effetto di movimento virtuale del pavimento.

 

“Padiglione per una mostra mobile Rai ” 1967 – All’interno di una tensistruttura in Pvc (diametro m.18 x 6) è realizzato un ambiente, con pavimento e pareti in acciaio, e uno schermo continuo, formato da 864 moduli di luce/colore, per un totale di 2763 sorgenti luminose. Sullo schermo appare una sequenza d‘immagini variabili, programmata per una durata di 20 minuti, sincronizzata ad una colonna sonora che percorre la storia della radiofonia italiana.

Tensistruttura A.e PG. Castiglioni; spazio interno D.Boriani; programmazione luci D.Boriani e L. Castiglioni; elettronica e acustica L. Castiglioni, grafica G.Varisco.

 

Boriani - “Ambiente stroboscopica n. 3 / 1967 – 5.a Biennale di Parigi, Musèe de l’Art Moderne 1967, acquistato nel 1968 dalla GNAM di Roma.

- Ambiente interattivo di m. 3,60 x 3,60 x 2,50; al centro uno spazio di m. 1,80 x 1,80 x 2,50, è delimitato da 4 pannelli rotanti. Le pareti dell’ambiente, il pavimento e il soffitto della zona centrale e i pannelli rotanti, sono rivestite di specchi.

 La zona periferica del pavimento è formata da 14 pedane, a bande alternate di colore rosso e verde, con sensori che attivano 4 proiettori stroboscopici, a luce verde e rossa di frequenza variabile.

L’effetto di spaesamento percettivo è ulteriormente accentuato dalla rotazione degli specchi e dal movimento virtuale del pavimento.

 

1968

Personale di Davide Boriani alla Galleria del Naviglio, Milano gennaio 1968. Sono esposti

 “PH scope 64/66”, “Superfici Magnetiche 61/66” e ”Ambiente Stroboscopico n.3”

 

“Percorso cinetico ad ostacoli programmati 1968” – progetto del gruppo T con Enzo Mari, allestimento a cura di Boriani, per la mostra “Cinètisme – Spectacle – Environnement”

Theatre mobile, Maison de la Culture, Grenoble 1968. (Ultima opera firmata gruppo T)

Sulla scena mobile (anello rotante Ǿ m.16) sono appesi 15 pannelli di m.2,5 x 2,5, in polistirolo espanso, in cui sono intagliate figure umane a grandezza naturale.

Lo spettatore, portato dal pavimento mobile, deve assumere le stesse posture delle figure intagliate nei pannelli, per superarli, ed è contemporaneamente sottoposto a stimoli luminosi, sonori e tattili, attivati da sensori distribuiti nel percorso.

 

Boriani -.Progetto di “Percorso interattivo” nel passaggio tra le stazioni Duomo e Cordusio della MM., per la manifestazione “30 artisti nel paesaggio italiano” promossa dalla XIV Triennale di Milano. E’ prevista la collocazione dei pannelli a moduli luminosi, realizzati per il Padiglione mobile Rai 1967; l‘accensione è comandata dal passaggio delle persone, mediante sensori a fotocellula distribuiti lungo il percorso.La manifestazione non è stata realizzata per l’occupazione della Triennale.

 

Sottoscrive, con Castellani, Massironi, Mari, la dichiarazione “Un rifiuto possibile” luglio 1968, in cui si propone l’astensione dall’attività espositiva.

Davide Boriani e Alik Cavaliere “Una proposta per Lissone” 1968 - Proposta di trasformazione dei premi di pittura in interventi degli artisti nello spazio urbano; ripresentato al Convegno Artisti e critici di Reggio Emilia 1969.

 

Dal 1968 Boriani prosegue la ricerca, con opere cinetiche e ambienti interattivi, e inizia un’attività di verifica e applicazione alternativa della ricerca estetica, non finalizzata al mercato dell’arte.

In occasione di mostre collettive, realizza interventi volti ad evidenziare aspetti peculiari, talvolta contraddittori, del sistema dell’arte; progetta e realizza, anche in ambito didattico, opere integrate allo spazio architettonico e urbano; continua l’attività, iniziata nel ’66, in settori specifici del design (allestimento di spazi per la distribuzione commerciale, l’informazione e la vita collettiva, ecc,)

 

Opere cinevisuali, ambienti interattivi, manifestazioni, multipli.

Progetti e opere integrate allo spazio architettonico e urbano, lavori di design dal 1968

 

1968

Boriani - Allestimento del Cabaret e ristorante Derby, viale Monterosa Milano

 

1969

Boriani - Allestimento cinetico programmato per il fronte espositivo dello Showroom Cassina, via Durini, Milano.

 

Alpini, Boriani, Colombo, Devecchi - “Strutturazione temporale in uno spazio urbano” Temporale artificiale della durata di 15 minuti, nella piazza del Duomo, realizzato per la manifestazione “Campo Urbano” Como 1969,

 

Boriani, Colombo, Devecchi – intervento allo spettacolo “Off Off”, al Teatro Manzoni di Milano. “Grande Oggetto Pneumatico” - otto tubolari di m.0,80 x.20, che nel finale, cadono sulla platea.

 

1970

Invitato tra i sette artisti nella sezione italiana della 35.a Biennale di Venezia, rifiuta.

Accetta invece l’incarico di curare, con Livio Castiglioni, l’allestimento della mostra sperimentale

 

D.Boriani e arch. L.Castiglioni – Allestimento della mostra “Ricerca e progetto, proposte per un’esposizione sperimentale” a cura di U.Apollonio e D.Mahlow, 35.a Biennale di Venezia.

Nell’allestimento sono introdotti alcuni elementi innovativi, tra cui l’impianto d’alimentazione e d’illuminazione elettrica del Padiglione italiano; una banda metallica lungo l’intero percorso, con didascalie, sensori e apparati di diffusione di testi parlati in quattro lingue; una grande insegna d’acciaio e luci; un impianto tv a circuito chiuso, comandato dagli spettatori, con telecamere e microfoni collocati all’esterno della Biennale; uno spazio relax, ad illuminazione autoprogrammata e pavimento formato da 100 moduli in resina espansa su cui camminare, sedere, sdraiarsi.

 

Per incarico dei curatori Boriani e Castiglioni progettano, con la collaborazione di G. e C. Devecchi, ing.E.Turci, E.Alpini, lo “Spazio della stimolazione percettiva” ambiente interattivo multimediale, che rivela allo spettatore alcune modalità di processi percettivi.

- In un ambiente in prospettiva anamorfica (“Camera di Ames”) è collocato un insieme, in equilibrio omeostatico, che scambia con i fruitori segnali di luce-colore, suono e movimento.

 

Boriani e Devecchi “Camera distorta abitabile 1970”– “Vitalità del negativo” Palazzo delle Esposizioni, Roma 1970/71

- Camera Ames, arredata con porte e finestre, tavolo, sedie, TV, divano e quadro ad olio, (“Venere di Dresda”) il tutto in prospettiva anamorfica.

 

Boriani - “Superficie cronostatica 1970” m.2 x 2, in metacrilato fosforescente e luce di Wood, che fissa i movimenti dello spettatore in immagini luminose persistenti.

Realizzata per “Copia dal vero” gall. Visualità, Milano 1970

 

Boriani e.arch.G.Riva – Progetto di “Unità d’abitazione sperimentale ad elementi mobili” per Cassina, Milano

 

.Boriani, Devecchi, .Forges-Davanzati, Morandi, Spadari – Allestimento della mostra storica nel“Centenario della Comune di Parigi” Museo Milano, via s.Andrea, Milano 1971

 

1971

Boriani, Colombo, Devecchi, Le Parc, Morellet, Stein “ Peinture en plein air”

Manifestazione di pittura estemporanea della durata di tre giorni, nel giardino della galleria Cenobio- Visualità, Milano 1971.

 Ricostruzione fotografica e pittorica del paesaggio totale, in tre ambienti di m. 3 x 3 x 2, con 42 foto e 42 quadri di m.1 x 1, dipinti ogni ora da un artista diverso.

 

1970/71- Boriani inizia l’insegnamento di “Tecnologia dei materiali” all’Accademia di Brera.

Nell’ambito del corso è realizzato il progetto “Spazio a verde attrezzato”, con la partecipazione degli alunni delle scuole elementari, dei cittadini e dell’Amministrazione Comunale di Pizzighettone.

 

Boriani, arch.Burckardt, Devecchi, Morandi – Allestimento del ristorante “Barbarossa” Via Cerva, Milano

 

Boriani e Burger – Allestimento del ristorante “Il Nero” Via Madonnina, Milano

 

1972

Boriani, Devecchi, Forges Davanzati “Immagine nella scuola materna di Caravaggio”

Sulle superfici degli spazi comuni, dipinte a bande di colori contigui, in gradazione prospettica, sono raffigurate, per inversione cromatica, sagome d’animali e piante in grandezza reale.

 

D.Boriani: “Gli artisti e l’impegno rivoluzionario” articolo in NAC, n°3, marzo 1972

 

Boriani e Devecchi “Ritratto di Lorenzo Forges Davanzati in abito da caccia” (da Velasquez) olio su tavola, cm.100 x 200; mostra “Il principio” gall. Visualità, Milano 1972

 

1973

“Gli adepti ai lavori” interviste, mostra multimediale e tavola rotonda, Galleria S.Fedele Milano, con la collaborazione degli studenti del Corso di Decorazione dell’Accademia. AA 1972/73

Mescolate al pubblico, 49 sagome a grandezza naturale (effigi d’artisti, critici, galleristi, collezionisti, assessori) munite d’altoparlante, diffondono brani d’interviste sull’arte a Milano.

 

1972/73 - Boriani, Devecchi, Forges-Davanzati, Morandi – “Progettazione per l’alabastro”, Volterra ’73 - Mostra, finalizzata alla riqualificazione della produzione in alabastro, in tre sezioni:

Produzione storica; Produzione attuale; Prototipi sperimentali, realizzati da artisti e designer. (Di Boriani, “Lampada”, blocco grezzo d’alabastro, svuotato e illuminato dall’interno, e “Autoritratto in forma di vaso”)

 

 

 Boriani, Devecchi, Forges-Davanzati, Morandi – Intervento a “Volterra 73 - Sculture nella città”

Sessantatrè calchi di parti diverse del corpo umano, maschile e femminile, inseriti nel tessuto architettonico del centro storico di Volterra.

 

Boriani, Devecchi e gruppo VDN – “Cos’è l’arte?”, Installazione TV alla 28.a Biennale di Milano, Palazzo della Permanente 1973.

Domanda posta ad ogni visitatore, il giorno dell’inaugurazione. Le risposte, registrate in audio e video, sono diffuse da dieci monitor, distribuiti nelle sale della mostra.

 

Boriani - Allestimento di tre stands per ITT-Autoparti, Salone dell’Auto di Torino 1973

 

“Immagine nella scuola elementare di Caravaggio” (BG) - Progetto e realizzazione del Corso di Tecnologia dei Materiali dell’Accademia di Brera, AA.1973/74.

 Pareti e soffitti dipinti a strutture modulari, con variazioni programmate di dimensione, tinta e tono, che modificano la percezione dello spazio.

 

1974

 Boriani e Devecchi – “Ambiente cronostatico” Cagliari, Raccolte Civiche

 Ambiente cilindrico, di m.3 x 3, con pareti fosforescenti su cui uno stroboscopio rotante fissa, in immagini persistenti, le figure e i movimenti dei visitatori.

 

Boriani - Mosaico di 1200 mq. per il ristorante del Padiglione della Meccanica; Fiera di Milano

 

Boriani - “Manifesto per il Cile” 1974

Immagine a colori, per una cartella di 10 artisti, edita da PSI, Milano,

 

Boriani, Devecchi, Munari – Ideazione e allestimento della mostra “Il design e le materie plastiche” Centro Montedison, Milano 1974.

12 serie d’oggetti con la stessa funzione, selezionati secondo cinque diverse categorie progettuali:  Prima delle Materie plastiche; Plastica come surrogato; Kitsch; Good design; 

Design futuribile.

 

 Boriani - Allestimento dello Showroom “Il Melograno”,via Lanzone, Milano

 

 Boriani - Progetto di radioregistratore portatile; committente Bretz, Milano

 

 Boriani e arch. Forges Davanzati – “Showroom Texas Instruments” Via Pattari, Milano

Allestimento di spazio funzionale, in prospettiva accelerata.

 

1974/75 – “Immagine nella scuola media di Calcio” (BG) – Decorazione pittorica di 1300 mq. progettata e realizzata dal Corso di Tecnologia dei Materiali, Accademia di Brera, AA.1974/75

 

Boriani “Immagine invisibile” 1975

Serigrafia di cm. 70 x 70 per una cartella d’artisti dell’arte programmata Ed. Nikol, Padova 1975 Testo stampato su fondo fosforescente; alla luce appare metà della scritta, al buio la scritta intera.

 

1974/76 – Piazzetta Sesto S.Giovanni

“Progetto di sistemazione di uno spazio a verde attrezzato” a Sesto San Giovanni, elaborato nell’ambito del Comitato Promotore del Premio Piazzetta, con la partecipazione attiva degli abitanti. Sono inoltre progettati, da gruppi d’artisti di diverse tendenze, sette grandi murali

riferiti a episodi della storia della città. (1974)

L’attività del comitato continua l’anno successivo, con la partecipazione dei cittadini e dell’UTC, per la realizzazione del parco “Carlo Marx”.

Gli interventi degli artisti e i progetti realizzati dal 1973 al 1976 sono stati documentati nella sezione “Ambiente come sociale”, curata da E.Crispolti alla 37.a Biennale di Venezia.

 

Bozzetti per un ciclo d’affreschi, riferiti a episodi della storia del comune di Calcio (BG),

realizzati dal Corso di Tecnologia dei materiali, con la collaborazione del Corso di Decorazione (prof. G.Repossi) dell’accademia di Brera AA 1975/76

 

1976

Boriani - “Vedere a Milano” Scultura in gesso, occhiali Rayban e fette di salame, realizzata per la mostra omonima alla Galleria Solferino, Milano.

 

Boriani - “Pantachrome 67/76” opera cinetica, formata da 36 moduli luminosi, in ognuno dei quali appare una sequenza diversa di tutti i colori percepibili. La variazione dell’immagine complessiva è programmata per un ciclo della durata di sei anni. (Giuli, Artefiera Bologna 1976)

 

1977/78 – “Brera per Venzone” Contributo del corso di Tecnologia dei materiali, alla ricostruzione del centro storico distrutto dal terremoto. Con R. e D. Bassi (Corso di Scultura di Brera), arch. Forges Davanzati (GPA), studenti delle Facoltà d’architettura di Berlino, Graz, Zurigo.

Mostra comprendente una rassegna storica, la ricostruzione tridimensionale in scala dell’abitato prima del terremoto, i rilievi e la catalogazione dei reperti. Tre ipotesi progettuali, elaborate colla partecipazione degli abitanti, per la ricostruzione di un isolato campione, nel rispetto della normativa regionale e dell’immagine preesistente

 

1978

Boriani, con la collaborazione di J. Fertonani, S.Quaranta e M. Seara

“Decorazione pittorica” (tempera e graffiti) in un edificio del ‘400 a Pavia.

Architetture classiche con effetti di “trompe l’oeil” e “immagini impossibili”

 

1978/79 “Il convito in casa di Levi” azione di 30 minuti con 13 personaggi - Galleria di Porta Ticinese; Milano, Galleria d’arte moderna, Bologna; Cabaret Voltaire, Torino

Grande tela dipinta, copia dell’opera omonima di Paolo Veronese - Dietro, a luce di candela due voci recitano il verbale del processo intentato al pittore dal tribunale della S. Inquisizione nel 1584.- Musica barocca; scende dall’alto un angelo recante un manifesto della Curia di Piacenza, del 1948, che minaccia la scomunica a chi voterà PCI o PSI. – Proiezione d’immagini d’arte contemporanea, mentre Corrado Costa recita la poesia “Angelo/angolo” composta per l’occasione.

Per un effetto di luci, la tela diventa gradualmente trasparente, rivelando, negli stessi atteggiamenti dei personaggi dipinti, tredici commensali che consumano un vero pasto. – Da un televisore (finto) uno speaker legge un articolo di Flavio Caroli che, parafrasando Swift, propone di mangiare gli artisti.

 

Boriani - “Finestra” 1978 – Disegno per acquaforte cm. 27,5 x 32,5.

Particolare architettonico in prospettiva “impossibile

 

Progetti e interventi per il riuso della Rocca di Gradisca d’Isonzo (GO

Corso di Tecnologia dei materiali, con interventi d’artisti e docenti dell’Accademia; AA 1978/79.

Progetti elaborati: 1 - mostra d’ambienti nelle celle delle carceri austriache. 2 – museo storico multimediale – 3 - Installazione lignea sulle mura – 4 - Anamorfosi del Leone di S.Marco e dell’Aquila bicipite, Palazzo del Capitano.

1978

Boriani, Seara, Palinuro “Audiovisivo” (multivisione di 46 minuti) sulla storia del territorio di Gradisca dal 181 a.C. al 1575 – Due manifesti per i 500 anni della Rocca

 

“Ex voto” Galleria d’arte moderna, Modena 1979

Reprint serigrafico in 100 copie di un manifesto della Curia Vescovile di Piacenza con minaccia di scomunica, in occasione delle elezioni politiche del 1948.

 50 copie, con interventi grafici d’artista, sono state poste in vendita ad un prezzo inferiore a quello delle 50 copie lasciate intatte.

 

1979 – “Tempo reale – Spazio dislocato” Triennale 1979/80 - Sezione Spazio reale/spazio virtuale

- Installazione con telecamere e monitor, collocate in modo di creare crisi d’identità nei visitatori

 

.“Immagine di Corso Garibaldi” Corso di Tecnologia dei Materiali, in collaborazione con il Corso di Composizione (arch.F. Drugman) della Facoltà d’Architettura del Politecnico di Milano 1980/81

Realizzazione di un plastico in scala 1: 200 e progetti per la riqualificazione dell’immagine, nella ristrutturazione del Corso Garibaldi

 

1981 – Boriani, e collaboratori  (Dominici, Gregori, Corna, Seara, Pettorali, gruppo fotografico CTL) – “ La città a colori” progetto di Segnaletica Ridondante per il CTL, via Pecetta Milano.

Sette diversi percorsi d’arrivo al CTL, segnati, nel raggio di un chilometro, da bande bicolori dipinte sui muri. Lungo le bande sono impaginate figure, dipinte al vero, di passanti, spazzini, puttane, operai dell’Enel, ecc,.e di personaggi fantastici: Uomo ragno, Bronzi di Riace, Sirene, Palombari, ecc.

 

1982 – “Struttura programmata” di m. 13 x 2,70 x 0,20 ; elementi modulari (in alluminio sabbiato, acciaio inox, cromo, ottone, rame), con sezioni in metacrilato illuminato dall’interno. Hotel Galileo, corso Europa Milano

 

1982/90– Tre progetti per l’Hotel Michelangelo di Milano.

 1 - Sala banchetti: parete cinetica, di m.3 x 10, a prismi rotanti in ottone cromato, e raffigurazione di una Cena del Veronese, in metalli di colore diverso.

2 – Scultura di m. 3 x 10, con la mano di Dio ( marmo specchi e raggio laser).

3 – Sala Congressi: architettura michelangiolesca in travertino rosso, legno, ombre di specchio.

 

1981/84

Boriani, e collaboratori (Gregari, Corna, Seara) “Architetture anamorfiche” Cividale del Friuli

Decorazione pittorica di uno spazio di m.3,60 x 16 x 3, in un edificio cinquecentesco.

Architetture classiche in anamorfosi, che modificano la percezione dello spazio reale. Spostandosi dal punto di vista centrale, il visitatore ha la sensazione che le architetture gli cadano addosso.

 

1983

Boriani, Colella, Seara – “Segnaletica per la Tangenziale”

Serie di cartelli a colori, indicanti rilevanze di tipo ambientale, storico e monumentale, lungo la Tangenziale Est e Ovest di Milano .Committente Soc. Autostrade Milano-Serravalle

 

1984

“Pop-Op T.Shirt” Per un’edizione di 100 T.shirt d’artista; Studio Marconi, Milano 1984

T.Shirt per donna, su cui è serigrafato un viso femminile con occhiali. Le lenti degli occhiali sono di rete trasparente; i capezzoli di chi indossa la T.shirt danno uno sguardo sensuale al viso serigrafato

 

“Panorama internazionale” Artisti per la pace, Festa Naz. dell’Unità, Roma

Montaggio di titoli di giornali da cui, per contrasto chiaroscurale dei caratteri di stampa, emerge l’immagine di un teschio. Grafite su carta cm 90 x 112

 

1985

Boriani e M.Seara “Tre Audiovisivi” (Multivisione a 24 proiettori) sul patrimonio paesistico e monumentale di tre regioni italiane.  Committente: Elisei /Alitalia.

 

Boriani - Progetto grafico di Calendario, con opere di 12 artisti nel quarantesimo anniversario della Liberazione; committente Camera del Lavoro di Milano – Tre manifesti per CGIL Scuola, Milano. Manifesto per Conferenza d’organizzazione della FNLAV, Roma.

 

Boriani – “Dinamica economica 1985”

- Opera cinetica con 36 monete mobili, programmata in modo di ritornare all’immagine iniziale dopo 3005 anni (Prototipo)

 

1986

Boriani – “Quattro idee per Soncino” Progetto d’installazioni interattive, luminose o sonore, nella Rocca Sforzesca.

 

Boriani e Mazzucchelli – “Cromosfera” – Sfera del diametro di m.3, in pvc a pressione d’aria, luminosa e di colore variabile, installata in una cannoniera della Rocca di Soncino

 

 Boriani e Staccioli “Porta inferi” Scultura in cemento, specchi, raggi laser e fumo, da attraversare per entrare in galleria. Un secondo laser, per mezzo di specchi rotanti, traccia progressivamente le diverse sezioni dell’ambiente.

 

1987 / 95 – Sei rielaborazioni d’oggetti in ceramica, a soggetto prestabilito, realizzati da

100 artisti per la Festa dell’Unità, Savona.

 

1988 – progetto d’installazione/emblema della 17.a Triennale, nell’ottagono della Galleria.

Base formata da quattro T in cemento; cubo centrale in metacrilato, a moduli luminosi di colore variabile; sfera in pvc metallizzato, a pressione d’aria.

 

1988 – “Bomba e labirinto” Progetto di pavimentazione della Piazza Fontana, in porfido, e granito rosa e grigio. Inserito nel progetto dell’arch.L.Varon per la ristrutturazione della piazza. Concorso bandito dal Comune di Milano.

 

1989 – Progetti per la riqualificazione dell’immagine in tre stazioni della MM. Duomo (soffitti luminosi con anamorfosi del Duomo), Cairoli (Parete cinetica a prismi rotanti), Amendola-Fiera. (Prismi d’acciaio inox con scritte luminose a colori variabili) Committente: ATM

 

1991 – Boriani e arch. M. Duina – Progetto, con sistema brevettato, per la realizzazione di sequenze d’immagini animate, visibili dai viaggiatori nelle gallerie della Metropolitana. Committente: MM

 

Boriani e Seara – “Ritratto” in anamorfosi piramidale di Carlo Belloli (China su carta da piegare)

 

1992

Boriani “Due figure in anamorfosi” – “Art Fence”, Rotonda della Befana Milano 1992.

Anamorfosi su piani curvi; tempera su struttura di polistirolo preparato, m. 2 x 2 x 1

 

Boriani “Redesign 1993”

Serigrafia a colori, con trasformazione progressiva di falce e martello in punto interrogativo.

Per una cartella di grafiche d’arte programmata; Baleri, Milano

 

Boriani e Mazzucchelli “Conosfera” - Installazione di m 4 x 14 in polietilene a pressione d’aria, luce stroboscopica e raggio laser. “La città di Brera” Chiesa di piazza Formentini, Milano 1993

 

1995

Boriani “Gratta e vinci” Serigrafia sotto vetro verniciato, cm 80 x 80

Grattando la vernice con una moneta (acclusa) gli spettatori possono gradualmente prendere visione dell’opera. Mostra “Arte in Lombardia” Salone Napoleonico, Palazzo di Brera Milano

 

1999

Boriani “Redesign 1999” grafica digitale

Immagine programmata, con trasformazione progressiva di falce e martello in carrozzella.

 

2000

Boriani - Progetto d’illuminazione cinetica programmata della torre Telepar di Curitiba (Brasile)

La parte superiore della torre è divisa in sette zone di luce-colore variabile (sistema Pantachrome)

 

Opere di Boriani si trovano in Musei e raccolte pubbliche, tra cui:

Hirshorn Foundation di Washington dal 1964; MoMa di N.York dal 1965; GNAM di Roma 1966 e  1968; Civica Raccolta d’Arte Moderna di Cagliari 1974, Galleria d’Arte Moderna di Gallarate 1976; Archivio Storico della Biennale di Venezia 1977, Collezione Banca Commerciale Italiana, New York  e Francoforte, 1984.

 

 

Davide Boriani – Attività didattica

Dal 1971 è docente all’Accademia di BB AA di Brera, Corsi di “Tecnologia dei materiali” “Decorazione” e, dal 1977 al 1995, “Design”.

Dal 1985 al 1992 insegna inoltre “Mezzi e Metodi di rappresentazione” e “Basic Design” allo IED di Milano.

Presso la Facoltà di Disegno Industriale del Politecnico di Milano tiene un corso annuale di Percezione visiva (Laboratorio di Progettazione Grafica di Anceschi/Boriani AA 1994/95) e un seminario operativo sulla “Progettazione d’Ambienti Interattivi” AA 1999/2000

Dall’AA 1999/2000 riprende l’insegnamento a Brera; Corsi di “Product Design”, “Computer Design”, “Progettazione d’ambienti interattivi” presso il Dipartimento di Comunicazione Multimediale dell’Accademia.